Mercoledì,22 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento05:14:27

Il Movimento

Le origini del movimento delle Misericordie risalgono alla tradizione, sociale e religiosa, delle prime forme di partecipazione dei cittadini alla vita della comunità che assieme ad altre presero il nome di Confraternite. Nel Medioevo il movimento assume un’identità più definita. Infatti nel XIII secolo le Confraternite si diffondono in tutta Europa e diventano parte integrante del tessuto connettivo della società dove spesso la motivazione religiosa si unisce al bisogno di considerazione sociale.

Sul fronte religioso le Confraternite rappresentano la volontà dei laici di ritagliarsi uno spazio fra la gerarchia, i monaci ed il popolo dei fedeli. Sul fronte civile, invece, se rappresentano il desiderio di partecipazione alla vita sociale e politica della società. Per questo motivo il potere ha cercato in ogni modo di contarstarne o di inglobarne lo sviluppo e la crescita. Le Confraternite diventarono la forma associativa spontanea e volontaria più diffusa in Europa a partire dal XIV secolo.   Per tradizione la nascita del movimento delle Misericordie si fa coincidere con la data di fondazione della Compagnia della Misericordia di Firenze che, essendo andati perduti gli atti di fondazione originari, è stata individuata nel 1244 per opera del domenicano Pietro da Verona.

La Federazione Nazione delle Misericordie viene fondata il 21 novembre 1899 a Pisa con l’approvazione di uno Statuto, che è l’atto conclusivo del congresso tenutosi a Pistoia nei giorni 24 e 25 settembre, nel corso del quale le Misericordie si riuniscono per la prima volta per discutere della loro esperienza e tracciare un cammino comune nel futuro. La Commissione che avrebbe presieduto il congresso ebbe non pochi problemi nell’individuare tutte le Confraternite esistenti con le quali i contatti erano venuti meno da molto tempo. Alla fine la Commissione individuò 77 confraternite, di cui 45 risposero e 36 parteciparono effettivamente ai lavori del congresso, al termine del quale fu confermato Presidente delle Misericordie il Conte Cesare Sardi, rappresentante della Misericordia di Lucca e di Borgo a Mezzano. Accanto a questa ricostruzione basata sui documenti esiste diversa tradizione popolare formatasi nei secoli che vede in un facchino dell’Arte della Lana, tal Piero di Luca Borsi, l’iniziatore della Compagnia della Misericordia. La prima versione scritta di questa leggenda si rintraccia nella “Storia della Compagnia della Misericordia” scritta da Placido Landini nel 1779.

Ecco cosa narra la leggenda: Piero, figlio di Luca Borsi, era un uomo di età avanzata che lavorava a Firenze come facchino per conto della potente Arte della Lana. Il commercio dei panni della lana era allora molto fiorente e la movimentazione delle merci, affidata ai facchini, era un lavoro intenso e pesante tanto che per alleviare la fatica, si faceva ricorso ad abbondanti bevute di vino. Un gruppo di questi facchini, fra cui Piero, aveva l’abitudine di rinfrancarsi tra un viaggio e l’altro presso la Buca degli Adimari, nei pressi della Cattedrale. Le discussioni tra i colleghi erano frequenti: per stanchezza, per il vino, per ignoranza, i compagni di Piero spesso si lasciavano andare alla bestemmia nel nome di Dio. Piero, uomo molto devoto, rimproverava questo comportamento ai compagni senza ottenere alcun risultato. Ebbe dunque l’idea di proporre ai compagni id istituire il pagamento di una multa ogni volta che uno di esse bestemmiasse. La proposta venne accettata ma la quantità delle bestemmia non diminuì, tant’è che dopo qualche tempo la somma costituita dal versamento delle multe raggiunse una cifra considerevole. Piero allora pensò che se non riusciva a far smettere di bestemmiare i compagni poteva fare in modo che la somma, frutto delle multe, venisse impiegata come ammenda per la loro pronuncia.Propose allora ai compagni di comprare con quei soldi sei ceste da portare a spalla, dette zane, con le quali andare a raccogliere i malati della città per accompagnarli agli ospizi dove sarebbero stati curati. I compagni accettarono e stabilirono un compenso per ciascuno dei viaggi che avrebbero effettuato. Così, secondo il sentimento popolare, ebbe inizio la Compagnia della Misericordia.

Sebbene spesso negata e contrastata, la legenda ha avuto e continua ad avere grande presa sull’immaginario popolare, forse perché è specchio di ciò che anche oggi accade nelle Confraternite, le quali annoverano tra i loro iscritti uomini semplici e comuni, che portano con se debolezze ed errori e cercano nel servizio un modo per espiarli…

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